Il soldato del futuro è mady in Italy

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Il soldato del futuro è mady in Italy

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In questo periodo di crisi economica le nazioni non possono comunque rinunciare alla sicurezza dei propri soldati all’estero. Ne sa qualcosa l’Italia, che da diversi anni ha avviato un progetto denominato “Soldato Futuro“, dove il singolo militare potrà contare su un equipaggiamento innovativo ed affidabile, dove anche l’informatica inizia a giocare un ruolo sempre più importante, ma vediamo nel dettaglio:

FINALITA’ OPERATIVE

Prima di tutto bisogna specificare che i vantaggi della tecnologia andranno a migliorare e prestazioni del fante (ovvero il “soldato a piedi”), aumentando la sua letalità, capacità di sopravvivenza, capacità di Comando e Controllo, la sua mobilità e autonomia. Questo incremento andrà a completo favore della cooperazione con le altre nazioni NATO. Stiamo quindi parlando di equipaggiamenti individuali che puntano alla realizzazione di un “Sistema Soldato“, cioè un uomo in completa sinergia con la sua attrezzatura.

Questo progetto prevede 3 diverse configurazioni: “Comandante”, “fuciliere” e “fuciliere granatiere” (quello con il lanciagranate).

ARCHITETTURA DEL SISTEMA

Per le nostre Forze Armate sono cinque aree capacitive fondamentali da dover incrementare, e sono rispettivamente:1-soldier

  1. Migliorare il soldato non significa soltanto affidargli armi e munizioni tecnologicamente avanzate, ma significa anche permettergli di individuare facilmente i suoi obiettivi, controllare il proprio tiro, comunicare agilmente e gestire le informazioni in suo possesso. Ed è per questo che il nuovo fucile Beretta ARX 160 cal. 5,56 può montare un lanciagranate (già testato in afghanistan), visori, puntatori, camere termiche per la visione notturna e diurna e la trasmissione in rete di ciò che vede il soldato sul campo di battaglia in tempo reale.
  2. La sopravvivenza è incrementata grazie a nuovi materiali hi-tech che lo proteggeranno dal fuoco nemico, dalle condizioni climatiche avverse (sia freddo che caldo), dall’osservazione nemica e dagli agenti NBC (nucleari, chimici e batteriologici).
  3. Grazie a GPS, computer portatili e radio per ogni soldato, saprà sempre cosa succede intorno a lui e potrà agire rapidamente di conseguenza.
  4. L’autonomia è aumentata grazie a materiali innovativi nel settore dell’alimentazione elettrica.
  5. Ultima, ma non certo per importanza, è la mobilità semplificata. Grazie a materiali robusti e allo stesso tempo leggeri, il soldato potrà trasportare molto materiale utile senza appesantirsi eccessivamente e rallentarlo così nelle operazioni.

Purtroppo, questi studi sono stati rallentati non poco dalla recente crisi economica e dai conseguenti tagli drastici che sono stati apportati alla nostra Difesa. Ma può esserci una soluzione. Infatti sembra che i russi siano dei nostri fan accaniti, specialmente da quando il Ministro della Difesa Di Paola è andato in visita a Mosca.

4-soldierI russi non solo hanno già acquistato la licenza per la produzione dei nostri gipponi anti-mina Lince, ma hanno iniziato a valutare anche la possibilità di acquisto dei blindati pesanti Centauro e il veicolo di trasporto truppe Freccia (mica cavoli, d’altronde!). Ed ora stanno infine posando un occhio di riguardo sul Progetto Soldato Futuro, che potrebbe consentire all’Italia di recuperare le risorse necessarie per proseguire con l’avanzamento del progetto.

Queste nuove tecnologie “Mady in Italy” sono già operative nei teatri delle operazioni in Afghanistan, ed il programma è seguito anche da molti siti internazionali di interesse prettamente militare. C’è da dire che ogni nazione occidentalizzata, Francia, USA, Canada, Inghilterra e Germania in primis, stia sviluppando a sua volta nuove tecnologie per i loro eserciti (gli americani starebbero perfino pensando di somministrare farmaci per creare dei soldati perfetti). Speriamo che l’Italia non resti indietro a causa della triste crisi economica, poichè le missioni estere sono un impegno importante e necessario tanto quanto la sicurezza dei nostri soldati.

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Stefano BracottoRagazzo di Torino con la passione per il giornalismo e l'informatica.View all posts by Stefano Bracotto

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