[Crittografia] La macchina enigma. Cos’era e come funzionava

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[Crittografia] La macchina enigma. Cos’era e come funzionava

Enigma: un’intrigante quanto subdola macchina in grado di cifrare e decifrare messaggi in modo elettro-meccanico. E’ stata la spina nel fianco dei nemici del nazismo, finchè non fu finalmente scoperto il suo segreto. Ma come funzionava? perchè i suoi messaggi erano, almeno apparentemente, così impossibili da decifrare? e come hanno fatto a scoprirne infine il funzionamento?

STORIA DELLA MACCHINA

Partiamo con lo specificare che la Macchina Enigma non nacque durante la seconda guerra mondiale, ma molto prima. E non nacque nemmeno per scopi militari, ma con lo scopo di difendere le industrie del dopoguerra dallo spietato spionaggio industriale che si stava venendo a creare. Fu così che l’ingegnere Arthur Scherbius, berlinese, ottenne il brevetto della sua creazione nel 1918 e presentò il primo modello di questa macchina al Congresso Internazionale dell’Unione Postale del 1923, per poi essere subito messa in commercio con grande entusiasmo. Quello che il geniale ingegnere non aveva previsto, però, era che tra i principali acquirenti del suo prodotto si sarebbero presentati gli Stati Maggiori di molti eserciti, tra i quali quello tedesco, giapponese, polacco e statunitense.

FUNZIONAMENTOEnigma00

Come sicuramente immaginerete, il funzionamento è molto complesso, ma in linea di principio (e proprio solo puramente quella) Enigma si può considerare un’estensione del Cifrario di Vigenère (già trattato QUI ) con la sostanziale differenza che il “disco cifrante” non è uno solo, ma un insieme di questi messi in cascata. Inoltre in questo sistema manca il verme, ovvero la chiave per la lettura del documento.L’aspetto di questa macchina è molto somigliante a una classica macchina da scrivere, con la sostanziale differenza che vi sono ben due tastiere: una “vera” che era nella parte inferiore, composta dai classici tasti; la seconda, posta nella parte superiore, nella quale i tasti sono sostituiti da lettere luminose. Le luci delle lettere nella tastiera superiore si accendevano ogni volta che veniva premuto un tasto sulla tastiera vera, la sequenza delle lettere che si illuminavano dava un messaggio cifrato, o viceversa quello in chiaro, nel caso in cui veniva battuto il testo cifrato.

Il funzionamento si basa su tre disci cablati che avevano un contatto per ogni lettera dell’alfabeto tedesco (26 contatti). Il primo disco ruotava di una lettera ad ogni pressione di tasto, il secondo di una lettera ogni volta che il primo compiva un giro e il terzo ruotava di una lettera quando il secondo finiva un giro. Un bel casino, ma grazie al gioco di questi “rotori” collegati fra loro nel modo giusto grazie ad appositi lati chiamati “Lato R” e “Lato L”, potevano trasformare un messaggio codificato in uno decodificato o anche viceversa. Quindi se io premevo la lettera T, venica cifrata ad esempio con P, viceversa (sempre se usato il medesimo assetto) se io premevo il tasto P, si codificava con una T. Una lettera non poteva mai venire codificata con sé stessa. Ogni rotore poteva venire sfasato a piacimento.

Ogni giorno veniva modificato l’assetto della macchina, posizionando tre diversi rotori con altrettanti diversi collegamenti per gli spinotti del pannello. Le informazioni necessarie agli addetti erano contenute in uno speciale cifrario-calendario dato in dotazione ad ogni unità che possedeva Enigma.

COME HANNO FATTO GLI ALLEATI A DECIFRARE I DISPACCI TEDESCHI?

Nel maggio del 1941 la Marina Inglese, attraverso un’operazione passata alla storia con il nome di Primrose, riuscì ad ottenere un modello di Macchina Enigma intatto, catturando un sommergibile tedesco che aveva subìto diversi problemi tecnici. Prima ancora erano stati i francesi a dare il via alla ricerca della soluzione ad Enigma, poi i progetti passarono in mano polacca (dato che si prevedeva a breve una guerra contro la Germania), che a loro volta andarono agli inglesi. Il segreto della soluzione fu nella debolezza del sistema cifrante, oltre che ad una regola imposta per l’uso della macchina da parte degli uffici tedeschi, primo fra tutti la brutta abitudine di scrivere sempre al fondo dei dispacci la parola Hitler, come anche la seconda bruttissima abitudine di dare informazioni meterologiche nelle prime frasi di apertura del messaggio.

SI PUO’ USARE NELL’INFORMATICA DI OGGI?

Sì, se siete dei programmatori  troverete cercando in Google il sistema Enigma riprodotto su diversi linguaggi di programmazione, come i classici C e C++.

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Stefano Bracotto

Ragazzo di Torino con la passione per il giornalismo e l’informatica.

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